lunedì 21 dicembre 2015

Il discorso per il matrimonio di Mirko e Claudia

Questo è il discorso che ho pronunciato al matrimonio dei miei carissimi Mirko e Claudia, sabato 19 dicembre 2015. A qualcuno è piaciuto e alcune persone mi hanno chiesto di mandar loro il testo. Con il permesso degli sposi lo pubblico qui, rinnovando a loro i miei migliori auguri, con tutto l'affetto possibile. Vi voglio bene, famiglia Castelli.

Buongiorno a tutti,
gli sposi mi hanno chiesto di dire due parole a proposito del loro incontro. Ma è complicato descrivere un incontro del genere, perché prima di loro un incontro del genere non esisteva. Non l'avevano mai rintracciato nemmeno i radar della NASA, figuratevi quelli dell'aeroporto di Bologna.
Allora ho pensato che potevo esplicitare meglio le promesse che gli sposi si sono fatti decidendo di sposarsi.
Tutti voi avrete pensato che Claudia e Mirko si siano promessi una cosa del tipo “Ti amerò per sempre”. Un momento... più di adesso? No ragazzi non scherziamo. Già quando vado a casa loro mi porto l'insulina perché per fronteggiare una dolcezza così bisogna essere preparati, ma soprattutto mi immagino il povero Tommaso con davanti questo esempio che dirà, tra qualche anno, alla sua ragazza: “Voglio che ci vogliamo bene come la mia mamma e il mio papà”. Al che la ragazza impallidirà dicendo “Scusa, ma io pensavo ad una relazione non a un romanzo fantasy”.
Probabilmente, penso io, gli sposi si saranno fatti delle promesse più concrete, più da tutti i giorni, più da manuale di istruzioni. Perché i pezzi per costruire un'amore ce li abbiamo tutti, ma è come li montiamo insieme che fa la differenza. Ve lo dice uno che è cintura nera di Ikea.
Immagino che Claudia abbia fatto delle promesse tipo queste:

Prometto che ti amerò per sempre, con dei piccoli intervalli in cui tu mi dirai:
- Tutto bene?
- Sì
- E' successo qualcosa?
- Niente
- E' qualcosa che ti ho detto o che ho fatto?
- No
- E' qualcosa che hai detto, che letteralmente significava qualcosa, ma che io avrei dovuto capire che significava tutt'altro dalla curvatura del tuo sopracciglio sinistro e dalla posizione del ginocchio?
- Sì
- Scusa amore sono uno stupido

Prometto che la nostra casa sarà sempre piena di oggetti con sopra Hello Kitty, dal tappeto del bagno al servizio da 12.

Prometto di rimanere sempre alta così, di modo che tu possa prendermi in braccio tutte le volte che vuoi.

Immagino invece che Mirko farà promesse un po' diverse, come è giusto che sia. Da maschio forse mi verranno un po' meglio.

Prometto che, se sarà necessario, un sabato non laverò l'auto. Tu però stammi vicina perché non sarà facile.

Prometto che mi prenderò cura di te, sempre, anche quando aprendo la porta di casa uscirà un'ondata di tuoi ormoni in eccesso.

Prometto che farò di tutto, di tutto, per non avere mai ragione.

Prometto che mi manterrò sempre abbastanza in forma da prenderti in braccio quando vorrai.

Ovviamente, come in ogni matrimonio che si rispetti, non si può finire con una frase di lui, perché il sacro diritto della moglie ad avere l'ultima parola è un diritto inviolabile, riconosciuto da tutte le culture di tutti i pianeti della galassia.

Quindi l'ultima promessa spetta a Claudia. Deve per forza essere una promessa che lei è sicura di mantenere, qualunque cosa succeda.

Io credo sia questa:
Prometto solennemente che, ogni volta che andremo a letto, ogni santo giorno, avrò i piedi freddi.

Calderara di Reno, 19 dicembre 2015

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