martedì 15 aprile 2014

Dagli al nazista!

C'è un argomento tabù nella nostra società ed è la Shoah.
Non si può usare se non per piangere alla Giornata della Memoria, oppure dichiararsi amici del popolo ebreo o, come se fosse la medesima cosa, dello Stato d'Israele. Non si può usare nemmeno nella satira, che usa da sempre argomenti forti e violenti senza ritegno, ma non può accennare all'Olocausto.
Non si può prendere in giro un cretino se è ebreo.
Non è importante quello che si dice o si scrive, appena parli di questo argomento si accende un allarme e tutti ti massacrano, partendo dalle interviste al rabbino capo e al presidente delle comunità ebraiche. Che a volte, come quelli in carica adesso, sono dei cretini.
La cosa divertente è che un altro argomento tabù è la politica messa in opera dallo Stato d'Israele in Palestina, con l'appoggio di tutte le potenze occidentali. Non si può criticare un criminale efferato come Ariel Sharon o tutti gli eccidi perpetrati dall'esercito israeliano o da milizie para-militari che, nel campo avverso, vengono giustamente definite terroristiche.
Perché se lo fai se un antisemita, un fascista o un nazista.

E' un po' quello che succede quando attacchi una donna famosa: parte la litania delle femministe, che si guardano bene dall'entrare nel merito e partono con le solite frasi fatte sulle discriminazioni nei confronti delle donne. Non puoi dare della puttana a una famosa che la dà via per soldi, se no sei un maschilista sessista fallocratico. L'unica differenza è che "maschilista", nell'opinione pubblica, è giustamente considerato meno grave di "nazista".

Quindi se Beppe Grillo scrive un post parafrasando Primo Levi, non è importante che il post sia evidentemente un omaggio all'autore o quanto la parafrasi sia riuscita e pertinente. Ha toccato il nervo scoperto e quindi "fascista, nazista, antisemita!!!".

E quindi parlano il presidente delle comunità ebraiche, il rabbino capo, alcuni coglioni - inspiegabilmente in parlamento - a dire non che il post è sbagliato, la parafrasi non ci azzecca, è una provocazione inutile o tutte le critiche che si possono legittimamente fare, ma sparare a zero con le accuse. La ciliegina sulla torta arriva da Mara Carfagna, il cui rapporto bellezza/intelligenza è infinito: la bellissima oca dichiara:
"Cosa aspettarsi [...] da chi tollera che un suo parlamentare possa definirsi antisionista?" Oh bella e che cos'è un reato criticare il Sionismo e le sue stragi? Ma guarda un po'. Ah no, è che per questa luminare "antisionismo" e "antisemitismo" sono la medesima cosa.
Ovviamente non è così, la Carfagna non è stupida ma sa che fare di ogni erba un fascio funziona benissimo con buona parte dell'elettorato, quella che vota senza sapere - ad esempio - la differenza tra Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio dei Ministri. E infatti questa massa di imbecilli non critica Napolitano per lo scempio che sta facendo della Costituzione, nel silenzio di tutti o quasi.
E come non è scema la Carfagna, non sono scemi nemmeno i politici che hanno attaccato Grillo pretestuosamente, come Zanda ad esempio. Tutti sanno che il popolo è ignorante e lo prendono in giro con arte.

La cosa bella è che mi trovo costretto a scrivere queste cose anche se non voterò mai Grillo - per altri motivi - e sono un grande estimatore della cultura ebraica, tant'è vero che sono un vero fan di molti autori ebrei, da Art Spiegelman a Moni Ovadia. Ma quando ci vuole ci vuole.

P.S. Alessio Mannino su La Voce del Ribelle dice più o meno le medesime cose, ma un tantino meglio. Leggetelo, è molto interessante.

1 commento:

Marco Beri ha detto...

Mi sento di condividere :-)

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