martedì 4 febbraio 2014

Pecore

Rilassati Valerio, ecco, respira, chiudi gli occhi... pensa alle spiagge che hai appena lasciato, al sole, ai coralli, ai pesci... respira... così... no... non guardare! non ascoltare! non pensare... troppo tardi, ecco, sei già in balia del fastidio.
Dovrei imparare a isolarmi, a farmi i fatti miei, a lasciar perdere. Ma poi che cosa potrei scrivere? Se non mi arrabbio scrivo poco e male.
Dopo che mi sono arrabbiato, i casi sono due: o fracasso qualcuno di insulti, o il giorno dopo lo fracasso di insulti sul mio blog.

Scena: volo di ritorno da Marsa Alam. Ehi, dico a te che stai leggendo, mi hai appena mandato a quel paese, vero? Perfetto, ti ho anticipato e stavo proprio tornando da là.
E' sera, l'aereo è in moderato ritardo, ma la cosa mi tange fin lì. Arrivo da una settimana al mare, sono riposato... beh riposato no perché mi sono sfondato di giochi e bagni, ma sono molto rilassato. Insomma sto bene.
Ho anche preso i posti di emergenza, quindi starò bello largo. Lo sapete tutti vero che sono un tronco alto quasi due metri ma un po' sproporzionato di gambe? Quindi per me il posto largo è una gran bella cosa.
Salgo sull'aereo sereno e felice. Stai già prevedendo la tragedia, vero amico mio? Beh tranquillizzati, sarà più una farsa condita di osservazioni tragiche sull'umanità. La solita cosa, insomma.
Bene, salgo sull'aereo e vedo che la nostra fila di emergenza è composta da due sole poltrone. Perfetto, saremo solo Lisa ed io, meglio di così...
Dietro c'è un'altra fila di posti di emergenza di cui due senza nessuno davanti. E qui comincia la litania.
Caro il mio addetto al check-in, che parli italiano ma non importa perché posso pure parlarti in inglese, e anche se ti parlassi in arabo o nel dialetto beduino non capiresti una mazza lo stesso, mi hai visto? Secondo te, perché ti ho chiesto i posti in emergenza? Per poter fare l'eroe in caso di necessità, aprire la porta, scagliarla fuori e fare uscire dal velivolo prima le donne e i bambini?
Non ti sarà venuto in mente che forse ho chiesto i posti d'emergenza perché sono un mezzo gigante e vorrei stare comodo?
E allora perché a me dai i posti di emergenza più stretti dell'universo e il posto dietro, quello dove si possono allungare le gambe, dove i cristiani troppo cresciuti possono fare un viaggio senza molare le ginocchia sul sedile davanti, lo dai a uno che ha fatto il check-in un'ora dopo di me? Mi hai scambiato per Big Show e sei tifoso di John Cena? Sei un integralista capellone e ti stanno sulle palle i pelati? Non sopporti Mario Biondi e quelli che gli somigliano vagamente? Perché lo fai, fastidioso episodio della mia esistenza?
Apro una parentesi: tre egiziani mi hanno detto che assomiglio a questo Big Show, di cui non sapevo nulla fino a una settimana fa, e uno addirittura ha voluto fare la foto con me perché voleva postarla su Facebook. Vabbè...
Va beh, comunque all'andata stavo pure peggio, incastonato nel sedile come uno zircone in un anello da due soldi venduto in TV. 

Si parte e lo steward comunica di allacciare le cinture, riporre il tavolino in posizione verticale e spegnere tutti gli apparecchi elettronici, compresi ovviamente i cellulari, fino a quando non sarà finito il decollo e si spegnerà la lucina che dice più o meno "Tieni la cintura allacciata".
Ehi bella gente, non è che abbia inventato chissà che cosa, è vent'anni che non si possono usare i cellulari in volo se non in modalità Aereo, e comunque solo in fase di crociera. Tra l'altro, si chiama modalità Aereo per un motivo, altrimenti la chiamavano modalità Agenore se non volevano darle un  nome significativo. Sembrerebbe ovvio, ma no, non lo è.

Stacchiamo da terra e una donna davanti a me ha già in mano il cellulare acceso. Lo starà spegnendo perché prima era distratta? Naaaah sta guardando le sue foto delle vacanze, di cui l'ottanta per cento sono foto di lei sdraiata sul lettino. Non le sta guardando, le sta minuziosamente ispezionando.
Ohi bella (vabbè si fa per dire), va bene che ti vesti come una del grande fratello sotto l'effetto dell'LSD, e hai capelli di un giallo pennarello stinto per il quale il parrucchiere avrebbe dovuto risarcirti, ma fino a capire "spegnere i cellulari" ci arrivi? No eh? 
Guarda che se spegni il cellulare le foto rimangono e non te le ruba nessuno.
Guarda che con le foto fatte con il telefono non ci puoi fare il book. 
Guarda che non esistono book di foto tutte uguali di persone sul lettino della spiaggia.
Guarda che ci vuole il mago di Photoshop per renderle decenti e ti costa meno un pittore. Mi sa che ti costerebbe meno clonare Raffaello.
Guarda che il fatto che tu abbia una macchia sulla pelle a forma di scritta "Ideal-Standard" non è un caso, è proprio la tua marca.
Guarda che se non ti tagghi entro stasera le foto non scadono.
Guarda che il tuo iPhone non si arrabbia se lo spegni per venti minuti. Non si arrabbia mai, lui. Io sì invece. E non ho il tasto "Spegni".
Guarda che se per caso abbiamo il minimo problema con il decollo, il cellulare te lo spengo io e invento una nuova custodia per lo stesso, interna al tuo corpo, e sono ancora indeciso se userò un'apertura già esistente o ne creerò un'altra ad-hoc.

Non è l'unico QI negativo dell'aereo, più avanti si vedono luci azzurrognole di persone che dovrebbero iscriversi di volata al gruppo "Smartphonisti anonimi".

Il viaggio procede normalmente. Un po' di turbolenza fa sedere la gente in piedi, ma per alcuni non è bastato l'annuncio dello steward, c'è voluto un amico con il pollice opponibile per convincerli che, anche se la loro testa non è un organo vitale, sbatterla in terra è comunque doloroso.

E' alla fine del viaggio che la gente comincia a belare e brucare l'erba. Io almeno me li figuro così, pecore belanti che fanno sempre le stesse cose, con la stessa sequenza.
  1. L'aereo tocca terra. Applauso.
  2. Lo steward o la hostess dicono di stare seduti finché l'aereo non sarà completamente fermo.
  3. La frase passa attraverso le loro teste senza provocare vibrazioni nel timpano delle loro orecchie. O forse non sanno che "completamente fermo" significa "fermo rispetto al terreno sottostante". O forse applicano la relatività galileiana e quindi equiparano una velocità costante allo stato di quiete. No, vero?
  4. Dopo pochi secondi dall'atterraggio, partono gli avamposti della saggezza con i loro segnali di riconoscimento: clic, clic, clic. Sono le cinture che si slacciano da sole, oppure sono allergici e non ne possono più.
  5. Gli altri avamposti, compresa quella di prima, stanno già chiamando a casa per dire che sono atterrati. Casomai i loro parenti pensassero che gli aerei in genere paracadutino i passeggeri nei pressi della destinazione.
  6.  L'aereo, temerariamente, rallenta.
  7. Scattano le molle inserite nei sedili e tre quarti dei passeggeri sono in piedi a prendere le valigie. Si deve essere sparsa la voce che i bagagli vengono requisiti dopo quattro minuti dall'atterraggio.
  8. L'aereo si ferma e allora anche tutti gli altri si alzano per prendere le valigie. Le porte sono ancora chiuse, la scala non è ancora appoggiata all'aereo, finché l'ultimo non scende i pullman non partono, ma loro sono lì, pronti, concentrati a scattare verso le porte, catapultarsi giù dalle scale e fiondarsi sui pullman, sperando che all'autista scappi fortissimo la pipì e quindi parta subito, abbandonando i passeggeri più lenti al loro destino e facendo guadagnare ai più scattanti tra i cento e i trecento secondi, più gli abbuoni.
  9. Passano cinque minuti buoni e siamo ancora tutti sull'aereo, i cellulari sono quasi tutti accesi e le valigie ingombrano il corridoio. Cominciano già i primi episodi di crampi.
Si aprono le porte e la gente scende felice dalle scale. A quel punto accendo il cellulare. Che scemo, avvertirò mia madre con un sacco di ritardo, lei di sicuro non avrà resistito all'attesa e starà meditando il suicidio, oppure avrà già chiamato l'aeronautica, gli ospedali di Roma, l'Esercito della Salvezza, il Vaticano,  la Sciarelli... e io che a seguire le regole, come un soldatino di stagno, a momenti provoco una tragedia.

"Pronto mamma, ciao. Sono arrivato a Roma." "Di già? Va bene, allora buona notte".

3 commenti:

Caretta Luigi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Caretta Luigi ha detto...

non riesco a scrivere o gli occhi pieni di lacrime dal ridere... conoscendoti, poi, immagino la tua mimica nel raccontarlo e mi spacco

sei il cugio migliore del mondo!!!

morena ha detto...

Ah ah ah adesso muoio !!!!!! Continua a scrivere sei mitico ;-)

Popular Posts

Collaboratori