lunedì 9 dicembre 2013

Parla italiano?

Era il 27 gennaio del 2012, lo ricordo perché era il Giorno della Memoria. All'epoca abitavo ancora a Parco Leonardo e andavo al lavoro in treno.
Ad un certo punto il vagone viene invaso da una scolaresca, che andava in centro a qualche commemorazione. I ragazzini sono delle elementari, ad occhio e croce. Difficile che mi sbagli, adoro i bambini e li so riconoscere. Sono abbastanza bravi, non fanno troppo chiasso e le maestre non devono nemmeno intervenire per farli stare tranquilli.
Nei pressi di Roma Ostiense, si preparano per scendere. Un ragazzino un po' cicciottello è in piedi vicino ad una compagna, una di quelle bambine da pubblicità delle bambole, avete presente, tutta codini e consapevolezza della propria beltà, di quelle che o mantengono la dolcezza dell'infanzia, o diventano delle mietitrici di ammiratori che sbavano quando vedono una che sa di averla d'oro e incrostata di pietre preziose.
Entriamo in stazione e il Casanova in erba - ma dico, non è che puoi aspettare almeno la pubertà a farti condizionare dal sesso femminile? - si premura di conservare l'incolumità della piccola, e in uno slancio di sollecitudine le dice "ARREGGITE CHE MMO' FRENA!". I miei amici romani scuseranno la grafia, ma devo dare un'idea agli altri dei suoni emessi dal novello Rugantino.
Una maestra, che non poteva non aver sentito, dal momento che il bimbo ha fatto tremare i vetri del treno con la sua potenza vocale, lo redarguisce: "Vogliamo parlare in italiano per cortesia?". Agli ordini signora maestra! Il piccolo non lo dice ma c'è un fumetto sopra la sua testa con queste parole, precise. Italiano? Non c'è problema!



"ARREGGITI!"


Ah beh così va molto meglio.

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