venerdì 15 luglio 2011

Titanic

Tremonti ieri ha detto: "è come sul Titanic: non si salvano neanche i passeggeri in prima classe".
Questa frase è un manifesto politico, anche se nessuno se n'è accorto.
Secondo Tremonti, in una situazione normale, la prima classe si salva, e gli altri vadano pure a fondo. Questo è il pensiero di questo governo: i sacrifici li devono fare i poveri, sempre e comunque. Poi in tempi di crisi, la prima classe (vogliamo chiamarla casta, per usare un termine più consueto) si degna di fare un sacrificio, e mettere 10000 € di gasolio in meno nello yacht. Passata la tempesta, gli schiavi a lavorare e i padroni sdraiati sul triclinio a banchettare.
Questo di Tremonti però è anche un messaggio: grassatori, faccendieri, imprenditori della concessione in esclusiva, politicanti delle larghe intese, la pacchia è finita. Anche voi non potrete più continuare a mungere la mucca Italia, altrimenti i casi sono due: succede la rivoluzione, e la Bastiglia in Italia rischia di aprirsi da sola come una bottiglia di spumante, visto che ci sono le carceri piene come uova; oppure il mercato interno va a morire, perché non ci sono più soldi da spendere nel nuovo telefonino e nel televisore al plasma a 60'', nonostante il bombardamento di spot che ci fa sembrare necessario tutto.
I governi Berlusconi sono stati tenuti insieme da interessi: stando con il capo, si mangia tutti. E aggiungi un posto a tavola ché c'è un responsabile in più. Non è più così e i topi fuggono dalla nave. Non c'è bisogno di dire che i governi del cosiddetto centrosinistra non erano certo fatti di santi, ma il nano di Arcore è l'apoteosi, il culmine, la punta dell'iceberg dove si sta schiantando l'Italia.
Vorrei dire a Tremonti e ai suoi sodali che la politica vera è una nave dove la prima classe paga di più di quello che dovrebbe in base ai servizi che riceve, e la terza classe viaggia quasi gratis. Questo perché i soldi con cui il passeggero di prima classe viaggia non li ha fatti solo con il suo lavoro, ma con quello dei dipendenti che hanno contribuito alla sua ricchezza, e in secondo luogo perché se a un miliardario togli un milione di euro non gli cambi la vita, ma con quei soldi cambi la vita di un sacco di persone normali.
Questo concetto non è di sinistra, è un concetto di buon senso, perché se ci sono meno poveri, conviene a tutti, anche ai ricchi.

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