mercoledì 27 ottobre 2010

Solidarietà alla mano dell'uomo che ha menato Capezzone

Sono contro la violenza, specie se causa miracoli inspiegabili come trasformare uomini di merda in martiri. Quindi non tacciatemi di apologia di reato, perché condanno su tutta la linea il gesto.
Ma soprattutto mi metto nei panni della povera mano dell'aggressore, costretta ad entrare in contatto con la lingua a forma di essere umano (umano... non esageriamo) che risponde al nome di Daniele Capezzone, detto anche "il facile anagramma".
E' ora di smetterla con gli abusi nei confronti delle nostre estremità; per ragioni igieniche, ma anche di buon gusto, usiamo delle precauzioni.
Ad esempio Erminio Boso, leghista della prima ora, nella vita ha fatto una sola cosa buona e cioè dare un calcio a Vittorio Sgarbi: in quel caso, correttamente, il piede deputato all'azione era avvolto nella sua bella calza e protetto dalla sua scarpa. Ecco, così non rischiava il contagio dal virus della Sgarbite. In realtà, in quel caso, le precauzioni erano utili come fare sesso con il preservativo per due malati terminali, visto che Boso ha la medesima altezza intellettuale di un ciottolo del Po, però almeno si è dato l'esempio di come le cose o si fanno bene o non si fanno.
Ad esempio Massimo Tartaglia non è andato a sporcarsi le mani di cerone: un bel lancio con una discreta mira et voilà!
L'ideale sarebbe usare un drone, ma sono tutti occupati in Afghanistan e in Iraq, a confermare ciò che disse Aaron McGruder:
A che serve avere bombe intelligenti quando il tuo presidente è un idiota?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Perchè tanto odio?

(C:) ha detto...

Legittima difesa, direi.
Ma se mi fai una domanda così, non so nemmeno se vale la pena di spiegarmi: probabilmente anche tu credi alla favola l'amore che vince sempre sull'invidia e sull'odio, detta dal più grande produttore di insulti della storia politica italiana.
Ciao.

Popular Posts

Collaboratori