mercoledì 8 luglio 2009

Piccoli inizi di semplici storie d'amore

La metropolitana era semivuota. Lei sedeva di fronte. Lui la guardò, notò quegli occhi grandi e sinceri, le sorrise e, cosa insolita per un timido, le disse "Signorina, con quegli occhi, mi lascia senza fiato". Mentre lui si mordeva le labbra, pensando a quanto era stato stupido a dire quella frase, il vagone si illuminò del rossore sulle guance di lei.

Avevano lavorato fianco a fianco per anni, passavano tutto il tempo insieme, ma fuori dal lavoro non si incontravano mai. Un giorno, lui si licenziò, aveva trovato di meglio. Si scambiarono i numeri del cellulare personale; prima avevano sempre usato quello aziendale per comunicare.
Dopo due giorni, lei si accorse che non le piaceva più il lavoro. La giornata si trascinava stancamente, e tutte le cose intorno ricordavano lui. Non si era mai resa conto che la vita senza di lui era vuota.
Gli mandò un curriculum: si incontrarono in pausa pranzo, e i baci fecero dimenticare loro che la giornata lavorativa comprendeva il pomeriggio.

Correva sempre dietro alle ragazze, e più erano stupide, più gli piacevano. Era il re della discoteca, lo sciupafemmine dell'azienda; aveva lasciato il ricordo di una notte a tutte le segretarie e gran parte delle impiegate, aveva messo in pericolo parecchi matrimoni.
Non aveva messo in conto che il primo no l'avrebbe imprigionato per sempre.

2 commenti:

grace ha detto...

l'hai scritto tu ?

è molto bello...

scrivi benissimo, peccato solo sia così corto !

grace

(C:) ha detto...

grace,
Sì, è roba mia.
Grazie per i complimenti.
Ho cercato di scrivere storie piccolissime e delicate. Probabilmente ne scriverò altre, appena ne avrò l'ispirazione.
E aspetterò i commenti tuoi e di chi vorrà farmi sapere che ne pensa.
Ciao.

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